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La procura di Pavia al lavoro sulle diffide inviate dall'azienda territoriale ai Comuni.

L'inchiesta della procura di Pavia sul caso San Matteo-Diasorin si concentra, in particolare, sul periodo compreso tra il 24 marzo e il 29 aprile. La prima data coincide con la sottoscrizione dell'accordo tra la multinazionale e l'ospedale per la messa a punto di un test sierologico per la ricerca degli anticorpi Covid, la seconda invece con l'avvio dello screening avviato dalla regione proprio con il test Diasorin.


Un mese cruciale, perché si era ancora nel pieno dell'emergenza e i contagi, come pure i morti, erano ancora molto elevati. In questo periodo si collocano anche le diffide dell'Ats di Pavia, indirizzate ai sindaci, alla prefettura e ai laboratori privati, sull'utilizzo di altri tipi di test sierologici fuori dal percorso regionale, come i pungidito, considerati «inattendibili», ma anche i prelievi di sangue venoso usati da alcuni Comuni, come Robbio, per mappare la diffusione del contagio tra la popolazione.


Comunicazioni che sono state sequestrate dalla procura e che sono ora sotto la lente degli investigatori. L'inchiesta della procura di Pavia, nelle mani del procuratore aggiunto Mario Venditti e del sostituto procuratore Paolo Mazza, mira a ricostruire l'origine e il percorso delle diffide dell' Ats.










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la provincia pavese



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