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Olevano. Pioppicoltori "strozzati" dai contratti con la Biolevano

La centrale Biolevano è al centro di un'inchiesta penale, che ruota attorno all'ipotesi di una frode da 143 milioni di euro, ma anche di diversi procedimenti civili, che viaggiano su binari distinti rispetto all'indagine della procura ma con dei punti di contatto. Il collegamento sono i contratti stipulati, a partire dal 2010, da alcuni pioppicoltori e aziende del territorio con la Biolevano. In tribunale a Pavia sono aperte una decina di cause civili milionarie, nate dall'opposizione di questi produttori a decreti ingiuntivi promossi proprio dalla società della centrale a biomassa con sede a Olevano.





Ma soprattutto i contratti aggiuntivi con cui la Biolevano ha imposto, a un certo punto, alle aziende penali di 7mila euro per ogni tonnellata di legname non fornito. Ma perché i produttori hanno accettato di sottoscrivere queste condizioni? Le risposte sono materia del giudice, perché alcuni produttori hanno riferito di essere stati «obbligati dalle circostanze» (le produzioni di pioppelle erano state avviate solo per la Biolevano, venendo meno ai contratti i produttori non avrebbero avuto alternative), mentre per altri produttori le condizioni contrattuali non erano chiare e alcuni di questi hanno perfino disconosciuto la propria firma sui contratti.








credit:

la provincia pavese


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