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Abusi, violenze e atti di autolesionismo. Il dramma dei minori isolati nel lockdown

Cosa è successo dietro le porte chiuse dei tanti minori reclusi nelle loro stanze in questi due mesi di lockdown? Senza scuola, amici, nonni, palestra e piscina, come hanno retto all'isolamento i figli degli italiani, soprattutto quelli delle famiglie più in difficoltà? Le risposte vengono eluse dalla politica e dai centri economici che hanno concentrato l'attenzione e gli sforzi quasi esclusivamente sulla ripresa delle attività produttive.






Cosa è successo dietro le porte chiuse dei tanti minori reclusi nelle loro stanze in questi due mesi di lockdown? Senza scuola, amici, nonni, palestra e piscina, come hanno retto all'isolamento i figli degli italiani, soprattutto quelli delle famiglie più in difficoltà? Le risposte vengono eluse dalla politica e dai centri economici che hanno concentrato l'attenzione e gli sforzi quasi esclusivamente sulla ripresa delle attività produttive. I diritti dei più deboli sono stati derubricati in nome della "sicurezza" senza provare mai a bilanciare le restrizioni sanitarie con i bisogni dei bambini, che non sono solo l'istruzione, ma anche il gioco e la socialità. Simona Maurino, referente del servizio emergenza infanzia di Telefono Azzurro, spiega: «Le richieste di aiuto per casi di abuso e di violenza domestica sono aumentare del 20%, mentre sono salite del 40% le chiamate dei ragazzi che ci hanno confidato di aver pensato al suicidio o sono arrivati ad atti di autolesionismo». Situazioni drammatiche tutt'altro che finite, nonostante con la fase 2 si stia procedendo a un progressivo allentamento delle limitazioni.





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la provincia pavese


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